Tares, slitta ad aprile la nuova tassa sui rifiuti

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Inviato da mario 18 Dic 2012 - 16:36

Legge di stabilità più soldi a comuni e province, ma non bastano a placare la protesta dei sindaci.

ROMA - Un po’ di soldi in più a Comuni e Province, che però non bastano a placare la protesta dei sindaci. E il rinvio ad aprile della prima rata della Tares, la nuova tassa su rifiuti e servizi che debutteràil prossimo anno ma non a gennaio come in precedenza era previsto. La finanza locale è stato il tema caldo dell’ultima lunga giornata della legge di stabilità in commissione Bilancio del Senato: tanto che in tarda sera le votazioni sono state interrotte per verificare con l’esecutivo la possibilità di un ulteriore passo verso le richieste degli enti territoriali. Su questo provvedimento si concentravano più che mai attese e pressioni, visto che si tratta sostanzialmente dell’ultima legge che sarà approvata prima dello scioglimento delle Camera: dopo il via libera in commissione il testo passerà all’esame dell’aula e poi tornerà a Montecitorio, dove avrà una rapidissima terza lettura finale. La modifica messa a punto nel pomeriggio, al termine di faticose verifiche tra commissione e governo, portava ad un totale di 1,25 miliardi il totale delle risorse finanziarie destinate agli enti locali, a parziale compensazione dei precedenti tagli. Più precisamente, l’importo di 600 milioni destinato ad allentare il Patto di stabilità (450 ai Comuni e 150 alle Province) sale a 800 e le singole quote rispettivamente a 600 e 200. Inoltre vengono destinati 180 milioni ai Piccoli Comuni, quelli con meno di 5 mila abitanti, ed altri 20 agli enti che hanno aderito ai nuovi bilanci sperimentali. Non è stata modificato però lo «sconto» sui tagli ai Comuni. Per il 2013 la legge sulla spending review dello scorso luglio prevedeva una riduzione dei trasferimenti pari a 2 miliardi, importo che poi proprio con la legge di stabilità nel testo approvato dal governo era cresciuto a 2,5: nella prima stesura dell’emendamento, che risale a qualche giorno fa, si riscendeva a 2,25 miliardi e questa era la cifra fino a ieri sera. I 250 milioni in meno però non bastano ai sindaci, che con il primo cittadino di Roma Gianni Alemanno chiedono di arrivare almeno a 500 tornando a minacciare le dimissioni in massa. All’Anci, l’associazione dei Comuni, non piace nemmeno il rinvio di un anno della riforma che avrebbe dovuto ridurre le Province e sostituirle in alcune grandi aree urbane con città metropolitane. In realtà la decisione di far slittare le norme, che prevedono tra l’altro il potenziamento delle prefetture, dipende dalla mancata approvazione della nuova mappa delle Province negli ultimi convulsi giorni di attività parlamentare.

Infine la Tares. La nuova tassa sui rifiuti sarà in realtà, almeno per il 2013, una riproposizione delle attuali tariffe, mentre le modifiche al meccanismo se ci saranno arriveranno solo gli anni successivi. Ma si arricchirà di una sorta di addizionale, una componente legata ai servizi indivisibili forniti dai Comuni, fissata in 30 centesimi a metro quadrato. Il maggiore incasso, un miliardo di euro, andrà però tutto allo Stato che ha provveduto a ridurre per un importo analogo i trasferimenti agli enti locali. I quali poi potranno aumentare il contributo fino a 40 centesimi. Era previsto che il pagamento avvenisse in quattro rate annuali (gennaio, aprile, luglio, ottobre). Ma ieri con una modifica dell’ultimo momento il governo ha permesso ai sindaci di variare il numero e la scadenza delle rate, inclusa anche la possibilità di versamento in un’unica soluzione a giugno: nel 2013 la prima rata è comunque spostata d’ufficio ad aprile. Quando forse i Comuni saranno un po’ più pronti a gestirla, e quando sarà già passata la data delle elezioni. ( Luca Cifoni )
FONTE: ilmessaggero.it



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